Why

abstract

Architecture can not ignore the reality that surrounds it. Let alone today, it is called to deal with a society in crisis. Economic, cultural crisis, but also crisis of the city, a place where the community interacts and enters into a symbiosis with the landscape.

Like a cellular organism, even the urban one modifies itself adapting to environmental conditions and pursuing specific evolutionary phenomena. Since postwar, the processes that have affected the city became considerably fast and proliferative: first of all an uncontrolled growing urbanization still in progress.

The obvious effects of this development are under everyone’s eyes: urban fragments are interspersed with rural areas, now become interstitial, resulting in suburbs that can not be either city or country, with low quality housing and forgotten by the production processes. We are talking about the so called peri-urban areas: they are without specific functions, liable for speculative interests, always risking to be transformed in a brownfield shortly. Now that urban sprawl has overruled the territory, linking its expansion to the dissolution of his own thresholds in the countryside, undeveloped areas must be protected, not only fot their intrinsic value, even for their deficiency. Like scarce goods, they should gain an appropriate economic value and be subject to re-evaluation by the whole community. No longer seen as the last link in the urban continuity, they should now be a real asset value in environmental and social terms.

Territory’s enhancement has a pivotal role in this research, which sees in the redefinition of the historic dichotomy rural-urban, its field of action. In this context agriculture acquires a fundamental role: from marginal position is necessary for it to assume a structural one. As tool to regenerate the land, it has to produce local quality, and provide a new food awareness. Agriculture, in fact, it may encourage the emergence of a new territory, a defense that allows interaction between environmental, settlement, social systems.  Through these processes, the territory can return to being a “common good”, respected, valued and protected.

The aim of the research is to define scenarios and pioneering actions to promote a new rurality, through a physical infrastructure that has its roots in the urban fabric, made of earth, signs and public space. But above all, it can act as a support to social infrastructure, a network of people who, with a conscious anthropic action, might provide a local value added.

This blog was born from the need to create a multimedia platform where everyone can share thoughts, opinions, experiences and proposals on the issue of territorial development linked to the territories of fringe that characterize our cities interwoven into agricultural residues, industrial, abandoned or degraded nai and new residential areas. The main thing is to create a sharing network dealing with the problem of land use that affects these marginal areas, often linked to the lack of public space and the devaluation of agricultural soils

L’architettura non può prescindere dalla realtà che la circonda. Tanto meno oggi, chiamata a confrontarsi con una società in crisi. Crisi economica, culturale ma anche della città, luogo in cui la comunità si relaziona ed entra in simbiosi con il paesaggio.

Al pari di un organismo cellulare, anche quello urbano si modifica adattandosi alle condizioni ambientali e perseguendo specifici fenomeni evolutivi. Dal dopoguerra in poi, i processi che hanno interessato le città sono stati notevolmente rapidi e proliferativi: primo tra tutti una crescente urbanizzazione incontrollata ancora in atto.

Gli effetti evidenti di questo sviluppo si manifestano ora ai nostri occhi: brandelli urbani si alternano ad aree rurali divenute interstiziali, generando periferie che non possono definirsi più né campagna né città, con scarsa qualità abitativa e dimenticate dai processi produttivi. Si tratta delle cosiddette aree periurbane, zone senza una funzione specifica, caratterizzate prevalentemente da usi speculativi, con il rischio di essere cementificate in breve tempo. Ora che la città diffusa ha divorato il territorio, legando la sua espansione al dissolvimento del proprio limite nella campagna, le aree inedificate devono essere tutelate, oltre che per il loro intrinseco pregio, anche per la loro carenza: come merci scarse devono acquisire un adeguato valore economico ed esser oggetto di rivalutazione da parte dell’intera comunità. Non più viste come l’ultimo anello di una continuità urbana, esse dovrebbero oggi rappresentare un vero e proprio valore patrimoniale in termini ambientali e sociali.

La valorizzazione del territorio ha un ruolo cardine nella ricerca, che vede nella ridefinizione dello storico rapporto città-campagna il suo campo di azione. In questo contesto acquista un’importanza fondamentale il compito svolto dall’agricoltura: da posizione marginale è necessario che essa assuma un ruolo strutturale. Intesa come strumento per rigenerare il territorio, deve produrre qualità locale e fornire una consapevolezza alimentareche ormai si è perduta. L’agricoltura, infatti, può favorire la nascita di un nuovo territorio, un presidio che permetta l’interazione tra sistemi ambientali, insediativi e sociali. Proprio attraverso questi processi il territorio può ritornare ad essere un “bene comune”, rispettato, valorizzato e tutelato.

L’obiettivo della ricerca è definire scenari ed azioni pioneristiche di intervento per promuovere questa nuova ruralità, attraverso un’infrastruttura fisica che abbia le sue radici nella trama urbana, fatta di terra, segni e spazio pubblico. Ma soprattutto che possa fungere da supporto ad un’infrastruttura sociale, una rete di soggetti, che con un’azione antropica consapevole, possa conferire un valore territoriale aggiunto.

Questo blog nasce dall’esigenza di creare una piattaforma multimediale in cui tutti possano condividere pensieri, opinioni, esperienze e proposte sulla tematica della valorizzazione territoriale legata ai territori di frangia che connotano le nostre città in cui si intrecciano residui agricoli, industrie, zone abbandonate o degradate e nuove aree residenziali. Ciò che per noi ha importanza è poter creare una rete di condivisione che si occupi del problema del consumo di suolo che interessa questi spazi marginali, connesso molto spesso alla mancanza di spazio pubblico e alla svalutazione del suolo agricolo.

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